BREVE STORIA DELL’UNIONE NAZIONALE PENSIONATI CREDITO ITALIANO

1 –    Costituzione dell’Unione

 

Iniziamo con uno stralcio del primo Statuto redatto e approvato venticinque anni fa: art. 1  Il giorno 13 febbraio si è costituita con sede a Milano l’Unione Nazionale Pensionati Credito Italiano, risultante dalla fusione delle cessate  Unione Pensionati Credito Italiano e Associazione Nazionale Pensionati Credito Italiano ; art:2  L’U .N. P. C. I. ha lo scopo di tutelare gli interessi previdenziali  dei  soci e di intraprendere tutte quelle azioni dirette a migliorare il trattamento dei pensionati.

……..

art. 6  Gli organi dell’Unione sono :

il  Consiglio Nazionale

la  Segreteria Nazionale

i  Consigli Regionali

La Segreteria Nazionale ha sede a Milano e può tenere le sue riunioni anche altrove.

art. 7  i l Consiglio Nazionale è costituito da:

a)      Presidente dell’Unione

b)      Segretari Nazionali

c)      Vice Segretari Nazionali

d)      Presidenti dei Consigli Regionali

e)      Consigliere e Sindaco del Fondo

f)       Direttore de “La Quercia”.

Il Presidente, i Segretari ed i Vice Segretari Nazionali durano in carica due anni e sono rieleggibili ( per la cronistoria leggi qui)

Come si può notare, la struttura dell’Unione e gli scopi non si discostano da quelli contemplati nello Statuto in atto.

Per quanto riguarda l’art. 1, è doveroso precisare che l’Unione con sede in Milano era la più importante non solo perché contava un maggior numero di soci, ma in quanto ivi avevano sede la Direzione Centrale del Credito Italiano ed il Fondo Pensione; l’Associazione  era sorta in Roma e ad essa aderivano soprattutto i soci residenti nel Lazio. L’unificazione richiese trattative lunghe e laboriose, finchè ci si rese conto della assoluta necessità  di unificare le due associazioni e di stabilirne la sede in Milano. Fu un atto importante, in quanto la controparte, per la prima volta si trovò a discutere con un unico rappresentante dei Pensionati del Credito Italiano.  In cambio, Roma ottenne la garanzia che in ogni caso le sarebbe stato garantito un Segretario nazionale (impegno che è stato sempre mantenuto).  Peraltro, l’Associazione romana non rivestiva a quei tempi, minore importanza in quanto assicurava la continuità dei contatti con la Direzione Generale dell’INPS nonché con il  Ministero del Lavoro; non passava settimana che non vi fossero n-tizie che interessassero  la nostra categoria. Perdippiù, negli anni 70-80 la previdenza obbligatoria non rientrava certamente negli obiettivi governativi; i più anziani ricorderanno certamente che non pochi politici asserivano che non solo i fondi integrativi non avevano ragion d’essere, ma che se fossero confluiti  (con tutto il loro patrimonio) nell’INPS, quest’ultimo avrebbe in gran parte sanato il suo deficit.  Il nostro Fondo pensione aveva come principale obiettivo  la costituzione della riserva matematica , il che ovviamente non rientrava negli obiettivi dei pensionati; tuttavia occorre riconoscere che gli Amministratori del Fondo hanno operato con saggezza in ciò aiutati dall’andamento dei mercati finanziari che a quei tempi  assicuravano rendimenti a due cifre, nonché dal consistente contributo che ogni anno generosamente il Credit assicurava al Fondo. Così, costantemente sollecitato dal Consiglio Nazionale  dell’Unione, il CdA del Fondo  assicurava aumenti anche se non in linea con l’inflazione. Viceversa l’INPS, per ovvi motivi di politica economica penalizzava pesantemente le pensioni dei bancari ed in particolare quelle dei funzionari e dirigenti. La questione impegnò –specie negli anni 80 – costantemente e pesantemente i Quadri dell’Unione; in particolare, dal 1982 in poi la Camera sfornò diversi progetti di riforma pensionistica che crearono insoddisfazioni in tutta la categoria. La Camera infine approvò la tanto attesa riforma, ma non tenne in alcun conto le sacrosante rivendicazioni delle categorie citate. Nacquero così le cosiddette “pensioni d’annata” che solo negli anni 90 trovarono un equo riconoscimento a seguito di ricorsi in via giudiziaria intentati dai colleghi, tempestivamente informati, assistiti e supportati dall’Unione.

2 -   Attività dell’Unione

 

Ogni anno, la Segreteria nazionale a  seguito del mandato conferitole dal Consiglio Nazionale chiedeva  -  e ancor oggi chiede –un incontro con la Direzione della Banca e ,in quella occasione, oltre a lamentare l’esiguità degli aumenti concessi alla pensione integrativa, proponeva l’aggiornamento:

·        del contributo per il Fondo di cui si è già fatto cenno;

·        dell’importo da elargire ai Pensionati in occasione della consegna della medagliadi anzianità conferita dopo 35 anni di lavoro;

·        del premio di anzianità al compimento del 75esimo, 80esimo……anno; facilitazioni cessate a seguito dell’unificazione degli Istituti   in Unicredito

 

Periodicamente i soci sono chiamati ad eleggere i nostri Rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione del Fondo, un Sindaco ordinario ed uno supplente. Questi nostri rappresentanti partecipano attivamente alle riunioni del CdA, nonché  alle commissioni che via via vengono istituite.  Essi rappresentano una garanzia per i soci della Unione anche se, trovandosi in netta minoranza, non possono sempre far valere le loro argomentazioni.

3 –  Informazioni ai Soci

 

Dall’archivio storico si apprende che nel 1966 l’Unione avvertì la necessità di informare

periodicamente i Soci; nacque così “La Quercia”, denominata all’inizio “foglio di infor-

mazioni,” indi “bollettino d’informazione” ed infine “Notiziario”. Come titolo venne scelto

La Quercia perché….”è un albero robusto, sempre verde, che dà frutti che tenacemente

si riproducono nel gelo invernale ed a primavera fioriscono. E’ il segno distintivo dei Pen-

sionati che hanno lavorato 40 anni………alla cui memoria è doveroso inviare un ricono-

scente pensiero…….E’ il simbolo della tenacia nell’azione e nella lotta”

 

de.wal